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Mercoledì, 8 Aprile 2020

 

A.D. VI ID. APR.
ante diem sextum Idus Apriles

Ludi Megalenses
Ludi Caesaris

 

A.U.C. MMDCCLXXIII
(anno 2773 Ab Urbe Condita)

CARIATIDE: statua generalmente di donna usata per sostenere parti architettoniche. Secondo Vitruvio il nome (karyàtis) significherebbe "donna di Karya" e riporta la tradizione che voleva le donne di quella città del Peloponneso rese schiave dopo la sconfitta e la distruzione della loro patria, come punizione per l'appoggio fornito ai Persiani. Quindi gli architetti greci le avrebbero raffigurate come sorreggenti il peso dell'edificio, per tramandare il ricordo dell'evento. Ma forse il loro nome deriva invece da quello delle fanciulle danzanti della città di Karya, famosa per i suoi cori annuali. Le più famose sono le Cariatidi dell’Eretteo, sull’Acropoli di Atene, ma si trovano copiate anche nel mondo romano, soprattutto nel Foro di Augusto e a Villa Adriana.

Cariatide del Foro di Augusto, Roma.

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Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis,
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis ioco!

(Piccola anima smarrita e soave,
Compagna e ospite del corpo,
ora t'appresti a ascendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti!)
Publio Elio Traiano Adriano citato nella Historia Augusta, "Vita di Adriano", 25